Un tempo “il dottore di una volta veniva sempre a casa”!

Prima del 1978 i medici di famiglia erano medici “della mutua”.

Operava nell’ambito delle Casse Mutue (INAM, ENPAS, ENPDEP, ecc.), cioè sistemi assicurativi categoriali per lavoratori dipendenti.

Era pagato a prestazione: per ogni visita, prescrizione o certificato riceveva un compenso, aveva un tabellario.

Il rapporto medico-paziente era più frammentato e talvolta improntato alla quantità piuttosto che alla continuità assistenziale.

La copertura sanitaria non era universale (dipendeva dalla categoria lavorativa e dalla mutua di appartenenza).


🔹 Medico di Medicina Generale (MMG) (dal 1978 in poi)

Opera nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), introdotto dalla Legge 833/1978.

È convenzionato con il SSN tramite accordi collettivi nazionali.

È pagato a quota capitaria, cioè in base al numero di assistiti, con una parte di compenso legata a obiettivi di salute pubblica (prevenzione, cronicità, vaccinazioni…).

Ha un ruolo centrale nella presa in carico continuativa della persona, con una logica di medicina di prossimità e di comunità.

L’assistenza è universale e gratuita (nei limiti del SSN), a differenza del sistema mutualistico categoriale.

Pertanto UN TEMPO il medico, per le visite domiciliari, veniva pagato di più delle visite in ambulatorio! Ora invece il medico riceve un compenso forfettario, indipendentemente da quello che fa (2 euro circa netti al mese a paziente indipendentemente da dove e da quante volte lo vede)

Quindi ora sapete perché il “dottore di una volta veniva sempre a casa”